Recensione di Luglio

Mr. Gwyn di Alessandro Baricco, ovvero vedere ciò che gli altri non vedono

(Mr. Gwyn)

Ognuno ha vissuto - o vivrà - momenti in cui sente l'impellente bisogno di rompere con la sua vita e ricostruirsi da capo. Come se niente sia giusto e sia necessario un drastico cambio di direzione per poter continuare a respirare. E' una sensazione orribile quella di vuoto che prelude questo salto, ma chi ha il coraggio di farlo potrà davvero decidere da zero e soprattutto dare forma a cose grandiose.

Questo è quello che succede a Jasper Gwyn, scrittore di successo che giura a se stesso di non scrivere mai più un libro, ma comunque di continuare a scrivere. Tra lo sconcerto di chi lo circonda, decide che sarà altro quello che farà per vivere: scriverà ritratti. Assunta una giovane donna come segretaria, Rebecca, che sarà anche la sua prima modella, la nuova avventura di Mr. Gwyn inizia, alla ricerca di ciò che gli altri ritengono impossibile.

Si tratta di un libro piuttosto corto, ma con una montagna di cose da dire. Jasper Gwyn è una persona che si reinventa. Con la consapevolezza che la vita che ha condotto fino a quel momento gli sta stretta, decide di mollare tutto e di costruirsi una carriera che non esiste, di fare un mestiere che non esiste. Ciò che mi ha impressionato di questo personaggio è la sua ferrea determinazione nel portare avanti il suo progetto: lui sa già come realizzarlo e pian piano lo mostra anche agli altri personaggi e a noi. Personalmente ho amato la parte del libro in cui Gwyn prepara il suo studio nei minimi dettagli, il modo in cui lui sa già quello che andrà a fare e come farlo. Proprio per questa "onniscienza" di Gwyn, possiamo dire che il vero protagonista della storia è Rebecca. Lei impara con noi, scopre e ci svela il mistero che sono Mr. Gwyn e la sua arte. E' con lei che vediamo la storia, amiamo e soffriamo, a tal punto che l'uomo ad un certo punto svanirà sempre di più, allontanandosi dagli occhi dei lettori. Lo scrittore è in un qualche modo distante da tutto, come se fosse su un pianeta a parte, mentre Rebecca media tra lui e il mondo, proprio lei che per prima ha visto ciò che è in grado di realizzare con la scrittura.

I personaggi sono tutti belli. Le persone che si fanno ritrarre, Mr. Gwyn, l'artigiano delle lampadine - che ho trovato sublime. Rebecca l'ho apprezzata particolarmente perché non è il classico personaggio femminile di Baricco, è molto più vera e vivida di tutte le donne bellissime ed effimere che ho conosciuto nei suoi libri. Oltre a ciò c'è ben poco, la realtà che interessa a Baricco è quella dell'anima, è quella del cuore. Il mondo intorno svanisce, resta solo lo studio in cui si scrivono ritratti, forse perché in un qualche modo è un luogo in cui le anime si osservano e si mettono a nudo. Com'è possibile scrivere ritratti? Cosa vuol dire davvero? Chi legge il libro se lo chiede fino alla fine, bramoso di poter scandagliare l'anima di Jasper Gwyn, ma invano. Sarà infatti Rebecca a togliere il velo da quel mistero, mostrando la sua anima e raccontando in un dialogo spettacolare cos'è stato posare per lo scrittore. Le parole, per chi le sa usare, non hanno limiti. Posso scavare, rivelare, descrivere ciò che gli occhi non vedono: tutto ciò che serve è avere fede nell'enorme potere delle storie.